Saturday, 9 March 2013

Transmediality in (man's) inches // Transmedialità in pollici (umani)

  We live in a time when we are used to have and to experience  a liquid life. Any type of a relationship, interaction and communication course, takes the shapes of water.

 Exactly as water, everything that surrounds us, is always mobile, and also always constant and it doesn't have its own specific form or shape. No one knows exactly what shape the water has, because in reality, it is of a whatever  shape we want it to be.These new technologies allow us to modify, change, delete and adapt the world to indeterminate spaces. Communication is convergence, it is transmediality. It's an entity that is felt more in us than around us. It's a sign but also im-segno.We modify any type of sign of our lives and materialise it or dissolve it into fragments of a second, from one to another side of the world. The idea of ​ size and physical occupation bears within it an almost utopian and slightly forgotten by the humanity concept . The size is gradually becoming distant and always the same. We do not approach or move any more in order to adapt the subject of our observation to the vision more suited to the container of our gaze. On one hand, this condition makes us have an encyclopedic knowledge suitable for everyone and at any time we want or need, on the other, we are in a condition in which everything has the same proportions of everything and nothing is bigger, more important, more urgent or essential than every other thing.What happens then when art does the same thing that we do, but this time- using and handling the elements of life? When it leads us to feel. It makes us re-adapt to something, and not the something to us. In this case it makes us, people, become elements of transformation .. From a piece of art that shrinks in your pocket, and is always with you, to a piece of art in a house format and dimensions that makes us move ourselves to live it phisically. This is a type of an art that takes man as a measure of life. As Vitruvius or Brunelleschi, who determined the dimensions of beauty in measure of man. A kind of an art that puts the elements of life in order of human importance and its measurement. Contemplation and discovery of the same piece here are never equal, because they depend on the human approach in different circumstances and conditions.It is about how much a man could contain through his thoughts that are influenced by an effective or a given reality. Information which changes in relation to a distance. That's what happens here ..









 

 

TRANSMEDIALITA' IN POLLICI (UMANI)



Viviamo in un'epoca in cui siamo abituati ad avere e tenere una vita liquida. Nel senso che ogni tipo di relazione, interazione e di certo comunicazione, va a prendere le forme dell'acqua. Come l'acqua anche tutto quello che ci circonda è sempre mobile, costante ma anche incostante, non ha una propria forma precisa. Nessuno sa esattamente che forma ha l'acqua perchè in realtà, essa ha qualsiasi forma vogliamo che abbia o soprattutto- ci convenga che abbia.
Queste nuove tecnologie ci permettono di modificare , trasformare, sopprimere e adattare il mondo a spazi indeterminati. Comunicazione è convergenza, è transmedialità. E' un'entità più in noi, che attorno a noi. E' segno ma anche im-segno.
Modifichiamo ogni tipo di segno della nostra vita e lo materializziamo e smaterializziamo in frammenti di secondo da una all'altra parte del mondo. L'idea di dimensione e di occupazione fisica porta in sè una dimensione di concetto quasi utopico e leggermente dimentictato dall'umanità. La dimensione è lontana e diventa piano sempre la stessa. Non ci avviciniamo o allontaniamo più  per adattare il soggetto della nostra osservazione alla visione più adatta al contenitore del nostro sguardo. Da una parte questa condizione ci fa avere un sapere enciclopedico adatto a tutto e in ogni momento vogliamo o ne abbiamo bisogno, dall'altra siamo in una condizione in cui tutto ha le stesse proporzioni a tutto e niente è più grande, più importante, più urgente, più indispensabile da quasiasi altra cosa.
Che succede allora quando l'arte fa la stessa cosa che facciamo noi, ma utilizzando e maneggiando gli elementi del vivere? Quando ci porta a sentire. A readattarci noi a qualcosa e non il qualcosa a noi. Qunado fa di noi elementi di trasformazione..Da un'opera d'arte in formato tascabile, e sempre con noi, ad un'opera d'arte in formato casa che ci fa muovere per viverla. Questo è un tipo di arte che prende l'uomo come misura della vita. Un po' come Vitruvio, come Brunelleschi che misuravano la bellezza in dimensioni d'uomo. Che mettevano gli elementi della vita in ordine di importanza umana e a sua misura. Contemplazione e scoperta mai uguale a se stessa perchè dipendente da un approccio umano in diverse circostanze e condizioni. Quanto l'uomo possa contenere con il pensiero condizionato da una realtà data. Informazione che cambia in relazione a una distanza. Ecco cosa succede quì..










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