Sunday, 11 November 2012

Inspirations and THE MAKING OF...Kid A's artwork (in italiano leggi sotto)

Stanley Donwood is in a rented studio. It's winter. It's cold. His window can not be completely closed (for it is broken?? we don't know). So many thoughts are floating in his mind in this period. He is a curious person. He's always been curious of how events in the world are going. Of where we, the humanity are going. Of the ones that use to control our lives, the ones that we can't see, although it is not god, but yet they rule our lives. They send us to kill, they send us to suffer, they send us to die and the entire humanity, even the less involved are suffering and feel the consequences.
And it is in one of these cold, winter and snowy days that Stanley has his epiphany of what it will be. Of what it is that can not be forgotten, and could even get worst in time. The war in Kosovo is spread over the sound pollution waves. Thinking of it is freezing him. It's taking over him like a grippe. A fever attack. He stares at the snow: white, innocent, beautiful, magical, the one that takes part of the most magical phantasies in children's mind, almost....this time this snow is different. It does not convey fantasies, not in this circumstance. It is not capable to transform the horrible into beautiful anymore. This time the snow takes part of a nightmare. Of an horrific vision. It is the answer, it is now the consequency. It is evidence. An evidence of atrocities. Of violence. Of man's grid to other. Blood, cigarette ends, vomit, bootprints, are signs. Proofs.
Stanley Donwood remembers paintings he's seen at young age in a museum which name has faded away with the years and with it, their author's name. On the paintings, that at the moment give him no peace, are depicted English soldiers massacring foreigners. The desperate need to see them again is connected with what is happening now. A Phantom is torturing the whole humanity for centuries now. It is still there and we can't manage to fight him. One day, one day his bloody fingers will reach us directly, and that day is slowly coming to ruin us definitely.
The TV in Stanley's studio is referring news. On the screen, the same white of the snow he was seing in his mind, covered and depicted with blood. The artist has red, not long time ago, a book by Alan Moore and Bill Sienkiewicz titled: Shadowplay-The Secret Team, in which the number of the dead were tailed by red swimming pools (as for an average swimming pool contains 50.000 gallons of water).
All these atrocial and screaming thoughts make the artist take his brush and let it talk for him. Flames and red paint against white background is where we now immerse and drawn our eyes. Black shadows escaping from arrow-down houses. And we, the people, are paralised spectators to this white apocalypse.
No chance of escape. No signs of salvation. Self destruction overtakes us. And the number of the white disappearing spots in the red rectangle is growing in number. And we're watching. Not doing anything. We are among the spectators depicted on some of Donwood canvases.
And as the snow, the artist's paintings are evidences, consequences. What is happening. What are we through, filtered through his mind. The absence of an concrete conclusion in this artwork is what reality is. Looking to his works now, after so many years, make us wonder if we really have concluded such a chapter of our social living. May be if we did, we'd see it through the eyes of the artist. But apparently.....To you the conclusions..
source: ram Stanley Donwood, slowlydownward.com;


red swimming pool

We, among the ''audience'' of the tragic vision
...

Evidences......

Black shadows, where are you running to??












                                                                                         





                   Ispirazioni...LA REALIZZAZIONE DELL'ARTWORK PER KID A

Stanley Donwood è in uno studio in affitto. È inverno. Fa freddo. La sua finestra non può essere completamente chiusa (perché è rotto?? Non lo sappiamo). Tanti pensieri fluttuano nella sua mente in questo periodo. Lui è una persona curiosa. E 'sempre stato curioso di come gli eventi nel mondo stanno andando. Di come noi, l'umanità sta andando. Si interessa di quelli che controllano le nostre vite, quelli che non possiamo vedere, anche se non sono Dio, ma che comunque governano la nostra vita. Ci mandano a uccidere, ci mandano a soffrire, ci mandano a morire e così, anche i meno coinvolti soffrono e sentono le conseguenze.
Ed è in uno di questi giorni freddi, invernali che Stanley riceve la sua epifania di ciò che accadrà. Di quello che non può essere dimenticato, e potrebbe anche peggiorare nel tempo. La guerra in Kosovo viaggia con le onde sonore e inquina la mente. Pensando alla guerra Stanley congela. Lo attacca come un'influenza. Un attacco di febbre. 
Fissa la neve: bianca, innocente, bella, magico, è proprio la stessa che fa parte delle fantasie dei bambini, o quasi .... questa volta questa neve è diversa. Non trasmette fantasie, non in questa circostanza. Non è in grado di trasformare l'orribile in bello, sublime. Questa volta la neve fa parte di un incubo. Di una visione orribile. La neve è il testimone. È la prova. Una testimonianza delle atrocità. Della violenza. Sangue, mozziconi di sigarette, vomito, sono segni. Prove.
Stanley Donwood ricordadei dipinti che ha visto da giovane in un museo il cui nome è svanito con gli anni e con esso, anche il nome del loro autore. Sui dipinti, che al momento non gli danno pace, sono raffigurati soldati inglesi che massacrano stranieri. Il disperato bisogno di rivederli è collegato a ciò che sta accadendo ora. Un fantasma sta torturando tutta l'umanità da secoli. E 'ancora lì e noi non riusciamo a combatterlo. Un giorno, un giorno le sue dita insanguinate ci raggiungerà, e quel giorno si sta lentamente avvicinando a rovinarci definitivamente.
La TV in studio di Stanley riferische notizie. Sullo schermo, il bianco della neve, la stessa che poco fa era nella sua mente. Questa neve però è coperta di rosso. L'artista ha letto, non molto tempo fa, un libro di Alan Moore e Bill Sienkiewicz intitolato: Shadowplay-Il Team Segreto, in cui il numero dei morti (durante la guerra fredda) veniva calcolato in rapporto al numero delle piscine rosse (una piscina media contiene 50,000 litri di acqua).
Di tutti questi pensieri atroci ci parla il pennello dell'artista. Fiamme e vernice rossa su sfondo bianco è dove siamo ora a immergere i nostri occhi. Ombre nere che scappano da case con la freccia che segna giù. E noi, siamo adesso spettatori paralizzati di questa apocalisse bianca.
Nessuna possibilità di fuga. Nessun segno di salvezza. Autodistruzione. E il numero dei puntini bianchi, che scompaiono nel rettangolo rosso, sta crescendo e non si ferma più. Guardiamo. Senza fare nulla. Siamo tra gli spettatori raffigurati su alcune tele di Donwood.
E come la neve, i dipinti dell'artista sono testimonianze, conseguenze. Quello che sta accadendo ora sotto i nostri occhi. Quello che è filtrato attraverso la sua mente. 
L'assenza di una conclusione concreta in questa opera d'arte, è ciò che è la realtà per davvero. 
Guardando le sue opere oggi, dopo tanti anni dalla loro realizzazione, ci chiediamo se veramente abbiamo concluso un capitolo brutale del nostro vivere sociale. Forse se l'avessimo concluso, l'avremo visto attraverso le opere del artista... Ma a quanto pare non c'è segno ..... Beh a voi le conclusioni ......

source: ram Stanley Donwood, slowlydownward.com; 

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